TusciaTech, un seminario-evento delle imprese del settore biotech

TusciaTech, un seminario-evento delle imprese del settore biotech e dell’innovazione territoriale

AITA (Associazione Internazionale Tecnologie Avanzate) e il Laboratorio di Cardiologia Molecolare e Cellulare (LCMC) del Dipartimento di Medicina Interna della Università di Roma Tor Vergata diretto dal Prof. Paolo Di Nardo, propongono il 26 giugno 2014, nel Teatro “Il Rivellino” di Tuscania,  TusciaTech, un seminario-evento delle imprese del settore biotech.

L’appuntamento è inscritto nell’operazione che ha il suo epicentro a Viterbo con il workshop Internazionale  “CARDIAC GROWTH & REGENERATION” che si si svolgerà nella prestigiosa sala del Palazzo dei Papi, dal 23 al 25 giugno 2014 e che sarà inaugurato, nel pomeriggio del 22 giugno, in un Opening Conference presso una delle prestigiose sale del Campidoglio di Roma Capitale.

L’evento infine permetterà alle numerose istituzioni di ricerca italiane presenti di confermare il proprio potenziale scientifico e tecnologico, nonché la propria leadership internazionale nell’innovazione in campo biotecnologico.

TusciaTech acquista una valenza particolare sia per la sua localizzazione al centro di una area omogenea per storia, cultura, territorio, ambiente, economia, sia per le intrinseche potenzialità nel campo dell’innovazione di un indotto produttivo ancora in crescita. Un’area, peraltro, ricca d’insediamenti storico – archeologici ma non adeguatamente promossa sul piano turistico, anche se dotata di eccellenti vie di comunicazione internazionali, al crocevia di tre importanti regioni (vedi: Progetto Aree Interne edito nel luglio 2013 da parte della Conferenza Stato Regioni).

Queste ottimali condizioni possono divenire volano di crescita del territorio e necessitano una “governance” coordinata tra le Pubbliche Istituzioni interessate (EELL, Regioni, ecc…) ed un Sistema in rete della piccola industria già vocato alla innovazione tecnologica ed alle buone pratiche collaborative nella Ricerca, quindi adeguato ad affrontare la competizione globale in un settore, quale quello del biotech, di esponenziale applicazione in tutte le tipologie produttive e merceologiche.

L’industria biotecnologica non consuma territorio, non necessita di grandi impianti, non è energivora e, se ben controllata, non è fonte d’inquinamento.

La vicinanza con la città di Roma, e la collaborazione con l’insieme di centri di ricerca, istituzioni economico finanziarie ed Università ivi presenti, unico in Europa, agirebbe senz’altro da ulteriore propulsore di sviluppo nel peculiare mercato internazionale delle conoscenze, della ricerca e della produzione di biomateriali. Un indotto del biotech nel centro Italia, secondo solo nelle potenzialità a quello baltico, consoliderebbe la nostra immagine di referente più prossimo per quei Paesi mediterranei in progressiva crescita economica nel cui bacino vive più di 1 mld di abitanti.

Al Workshop di Tuscania hanno già aderito le associazioni Europabio, Assobiotec, Scanbalt, la rivista internazionale “Stem Cells and Development”  delle edizioni scientifiche Ann Liebert.

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